Cosa abbiamo imparato nel 2018?

L’anno è giunto al termine e prima dei soliti auguri di buon anno mi piace fare una piccola considerazione in merito a quanto abbiamo trascorso in questo straordinario 2018.

Senza dubbio possiamo affermare che, osservando i mercati finanziari il 2018 è stato un anno difficile, dove pochi strumenti hanno saputo reggere botta a tutte le vicende che si sono susseguite durante l’anno.

È bene sapere che quasi il 90% di tutte le asset class (azioni, obbligazioni, petrolio, oro, ecc…) ha generato performance negative. È una situazione particolarmente sfavorevole visto che nemmeno nel 2008 e nel 2011 si è vissuta questa particolare situazione.

Tanto per fare un esempio, mentre scrivo questo articolo l’unico indice di mercato positivo da inizio anno è quello indiano il Nifty50.

Quest’anno è stato caratterizzato da molti fattori:

    • Il presidente degli USA Trump che con la sua politica “fuori schema” ha influenzato i mercati finanziari fino a tal punto che gli indici americani sono stati positivi fino ad inizio Dicembre penalizzando pesantemente i mercati emergenti;
    • La BCE (Banca Centrale Europea) ha dichiarato il termine del QE (smetterà di comprare i titoli di stato dei paesi delle Eurozona) e inizierà ad alzate i tassi di interesse a partire da settembre/ottobre 2019;
    • La Brexit non è ancora un dato di fatto anche se ormai le procedure sono state avviate;
    • La situazione italiana ha portato in Europa molta incertezza innescando la crescita dello Spread e tanta incertezza nei portafogli di tanti italiani che hanno sottoscritto i PIR.

Questi sono alcuni punti ma ce n’è uno in particolare che sembra essere passato inosservato.

A gennaio tutti parlavano di BITCOIN & CO., tutti erano esperti di criptovalute.

Il 2018 non è stato certo un anno a favore delle valute digitali, anzi…i Bitcoin hanno perso più del 70% del loro valore iniziale…nessuno più ne parla…

Nel mio articolo dedicato proprio a questa particolare realtà avevo avvertito i risparmiatori sui rischi di questo investimento, che ad oggi assomiglia ad una scommessa invece di essere un investimento.

Le dinamiche di quanto è accaduto rispecchiano ciò che accade quando si ha a che fare con una bolla finanziaria (soprattutto il comportamento dei risparmiatori).

Ti ricordi la Bolla dei Tulipani in Olanda scoppiata nel XVI secolo?

Cosa avvenne nello specifico?

Agli inizi del 1600 il tulipano fu introdotto in Olanda, e data la grande novità gli olandesi si infatuarono letteralmente di questo fiore (il Bitcoin) e di tutte le sue varietà (le altre criptovalute) a tal punto che iniziarono ad investire e scambiare contratti aventi a base proprio i suoi bulbi.

Di conseguenza il pezzo comincia salire (proprio come avvenne nel gennaio 2018), salire e salire che, ad un certo punto, un solo bulbo fu venduto per 10 volte il reddito annuale di un artigiano (1 Bitcoin è stato scambiato per 20.000,00 Dollari).

Le cose in Olanda stavano andando bene finché un giorno, complice l’avvento della peste (Enti regolatori che analizzano questi strumenti a causa delle truffe e dei problemi di sicurezza che si sono verificati), i compratori non si presentarono al mercato dei tulipani e senza così tanti acquirenti tutto cominciò crollare.

Nel panico che ne seguì le persone cominciarono a vendere così velocemente i bulbi come quando gli avevano comprati, ma stavolta, non essendoci compratori, a prezzi sempre più bassi.

Cosa possiamo imparare dalla bolla dei tulipani/Bitcoin?

La lezione è che durante il picco di qualsiasi bolla economica tutto sembra sensato, soprattutto perché è ciò che fanno tutti, finché il mercato non collassa e successivamente le persone si chiedono:

“ma che cosa stavo facendo?”

Quindi svegliamoci da questo sogno del guadagno facile che è già in prima pagina di tutti i giornali!

Auguri di Buon Anno Nuovo, che sia ricco di ricordi!

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